Esami strumentali

Esami strumentali2018-10-29T10:34:12+00:00

lombareIn caso di dubbio gli esami strumentali e di imaging possono rappresentare un valido aiuto diagnostico per confermare o meno la presenza di una patologia discale e valutare al meglio le altre strutture articolari. Gli esami vengono consigliati e prescritti dallo specialista.
La radiografia non è un esame elettivo per la visualizzazione del disco intervertebrale: ha una sua importanza per evidenziare problematiche in presenza di semafori rossi.

La tomografia computerizzata (TC o TAC) e la risonanza magnetica nucleare (RMN) si equivalgono in termini di accuratezza diagnostica, ma la RMN ha il vantaggio di non esporre il paziente al rischio radiologico.

Considerata l’elevata frequenza di remissione del quadro clinico spontanea o a seguito di trattamenti conservativi, nei casi in cui non siano presenti i semafori rossi, si raccomanda di attendere almeno 4-6 settimane dall’insorgenza dei sintomi prima di effettuare gli accertamenti di diagnostica per immagini.

Nonostante la loro precisione e affidabilità, questi esami, non devono far passare in secondo piano e quindi sostituire l’esame clinico e funzionale, sia per la possibilità di falsi positivi o negativi, sia perché l’esame strumentale non dà alcuna informazione sulla funzionalità della schiena.

L’esame clinico, invece, deve essere condotto quanto prima dopo il trauma al fine di impostare tempestivamente un trattamento fisiochinesiterapico.

Le informazioni dei referti della diagnostica per immagini e la situazione clinica del paziente devono essere correlate dallo specialista, dato che il riscontro radiologico di protrusioni discali asintomatiche è frequente nella popolazione generale.

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