Trattamento chirurgico o conservativo-riabilitativo?

Trattamento chirurgico o conservativo-riabilitativo?2018-11-24T19:00:18+00:00

spallaUna volta che lo specialista avrà inquadrato e diagnosticato una instabilità di spalla le strade da seguire possono essere due:

Trattamento conservativo: consigliato a  quei pazienti con una buona stabilità funzionale, primo caso o con rari episodi di lussazione e con richieste funzionali, lavorative o motivazioni sportive non importanti.

In ogni caso il trattamento riabilitativo è fondamentale da intraprendere anche in caso di scelta chirurgica al fine di migliorare lo stato funzionale delle spalla al fine di preparare ed ottimizzare il risultato del trattamento chirurgico.

“L’intervento chirurgico non è che una tappa nel processo riabilitativo di recupero, dal trauma al ritorno in campo” 

B. Kibler medical director of the Lexington Clinic Sports Medicine Center, Lexington, Kentucky, USA

Trattamento chirurgico: viene consigliato molto spesso di sottoporsi alla stabilizzazione di spalla ai pazienti giovani e sportivi, in quanto le possibilità di recidive sono molto alte, soprattutto se non si trovano davanti al primo episodio e se lo sport che praticano prevede un utilizzo della spalla con gesti particolarmente complessi ed esplosivi (pallavolo, tennis, giavellotto….) o con contrasti di gioco (pallacanestro, pallanuoto, rugby…).

L’intervento viene eseguito di solito per via artroscopica (utilizzando cioè uno strumento luminoso a fibre ottiche, collegato ad un monitor, che viene introdotto all’interno della spalla attraverso piccole incisioni cutanee di circa 4 mm) e ha l’obiettivo di reinserire il labbro glenoideo, suturare i legamenti gleno-omerali al tessuto osseo e ridare alla capsula articolare la corretta tensione per “contenere” la testa omerale all’interno della cavità glenoide.

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