Trattamento riabilitativo post-operatorio

Trattamento riabilitativo post-operatorio2018-10-29T09:14:50+00:00

spallaEsistono molti protocolli di lavoro, ma è nostra opinione che qualsiasi esso sia, al fine di un soddisfacente recupero funzionale, devono essere rigorosamente rispettati alcuni principi fondamentali, tra cui l’individualizzazione del programma.

Nel programma riabilitativo che segue verranno considerati gli obiettivi e le indicazioni di massima in caso di sutura della cuffia e decompressione artroscopica.

Prima fase

La riabilitazione post intervento di artroscopia di spalla riveste un ruolo molto importante e va iniziata fin da subito, nelle prime ore dell’immediato post operatorio. Questa comprende non solo una batteria di esercizi per il recupero articolare e muscolare ma anche, e soprattutto, l’educazione del paziente alla corretta gestione della spalla e del tutore nelle diverse attività della vita quotidiana.

Nella prima fase è imperativo evitare le complicanze relative all’eccessiva immobilità della spalla senza sovraccaricare le suture tendinee.

È parte fondamentale il recupero della capacità di stabilizzazione del “core”, ossia del “centro” su cui verranno sviluppati i diversi movimenti della spalla (gleno-omerale): in questo caso il core è rappresentato dal rachide (cervicale, toracico e lombare) e dalla scapola.

Obiettivi riabilitativi:

  • Educazione del paziente nella gestione del tutore in ottica di esecuzione delle attività della vita quotidiana in protezione delle suture
  • Diminuzione del dolore e gestione dell’infiammazione
  • Recupero articolare passivo nei piani e nei range concessi dal chirurgo
  • Recupero della capacità di stabilizzazione statica e dinamica semplice della scapola
  • Rieducazione posturale cervicale, toracico e lombare (ove necessario) con l’obiettivo di creare una base stabile per il movimento dell’arto superiore

Seconda fase

In questa seconda fase il tutore viene rimosso e sono concessi i primi movimenti attivi della gleno-omerale.

A seconda del tipo di lavoro svolto e delle diverse necessità , in queste settimane l’attività lavorativa può essere ripresa. Il nostro consiglio è quello di non iniziare da subito con l’orario completo, specie se si è costretti a mantenere una posizione statica prolungata (sia seduta che eretta) o camminare per lunghi tratti.

Sono controindicate quelle attività lavorative che per carichi, richieste  funzionali o pericolo potenziale sono paragonabili ad un’attività sportiva (es. vigile del fuoco, muratore…).

Obiettivi riabilitativi:

  • Progressivo svezzamento dal tutore
  • Incremento del recupero articolare passivo e progressivamente attivo nei piani concessi (evitare eccessive tensioni sulle suture)
  • Rieducazione dei gesti più semplici della vita quotidiana
  • Incrementare la difficoltà delle proposte di stabilizzazione del core (rachide e scapola)
  • Rieducazione del corretto pattern di movimento dell’arto superiore
  • Incremento della capacità di controllo propriocettivo dell’arto superiore

Terza fase

Requisiti necessari per la 3°fase:

  • Rispetto dei tempi biologici
  • Articolarità completa (alcuni piani possono presentare delle limitazioni legate alle tempistiche ed alle indicazioni chirurgiche)
  • Buon tono muscolare, assenza di dolore
  • Ottimo controllo neuro-muscolare
  • Corretto timing scapolo-toracico e gleno-omerale nelle attività già proposte

Gli obiettivi generali di questa fase possono essere riassunti nel concetto:

“ALLENARSI PER POTERSI ALLENARE”

Va evidenziato il fatto che per iniziare in totale sicurezza un programma di allenamento tecnico-sportivo è fondamentale aver raggiunto quei prerequisiti, dato che, sempre in un’ottica di massimo controllo e stabilità articolare nel training saranno enfatizzate le componenti di forza e resistenza muscolare.

L’introduzione dei gesti a basso e medio impatto necessitano di una cinematica il più corretta possibile con il supporto di una muscolatura adeguata, sia dal punto di vista del timing e sequenze di attivazione sia dal punto di vista della forza.

Progressivamente negli esercizi viene introdotta la velocità nelle sue componenti più semplici, per esercitare la capacità di controllo dell’arto superiore in un contesto sempre più vicino alla richiesta sportiva.

Obiettivi generali:

  • Esercitazioni di destrezza e forza specifica
  • Progressiva ripresa funzionale di tutte le attività quotidiane
  • Rieducazione della spalla nell’allenamento generale
  • Rieducazione dei gesti globali di base
  • Corretta gestualità specifica in contesto protetto
  • Ricondizionamento fisico generale e psicologico

Quarta fase

Requisiti necessari per l’inizio del riallineamento sportivo:

  • Rispetto dei tempi biologici
  • Buon supporto muscolare
  • Ottimo controllo propriocettivo
  • Corretta gestualità di base
  • Corretta gestualità specifica in contesto protetto

Questa fase può essere considerata un ponte tra la rieducazione motoria di base e l’allenamento sportivo vero e proprio, in quanto si passa dalla gestualità atletica di base alle proposte più complesse e vicine al gesto tecnico.

Continua naturalmente l’allenamento della forza aumentando i carichi e il coefficiente propriocettivo nell’esecuzione dell’esercizio stesso.

Obiettivi generali:

  • Esercitazioni di destrezza e forza specifica
  • Progressiva ripresa funzionale di tutte le attività quotidiane
  • Rieducazione della spalla nell’allenamento generale
  • Rieducazione dei gesti globali di base
  • Corretta gestualità specifica in contesto protetto
  • Ricondizionamento fisico generale e psicologico
  • Completamento del lavoro di forza e resistenza muscolare
  • Aumento del coefficiente propriocettivo
  • Ricondizionamento fisico generale
    • Rieducazione del gesto sportivo specifico in un contesto protetto e in situazioni sempre più agonistiche e di contrasto
    • A questi obiettivi vanno aggiunti gli obiettivi specifici che emergeranno durante tutto il periodo del trattamento e dalle necessità specifiche di ogni paziente

Indietro