Complicanze più frequenti

Complicanze più frequenti2018-10-29T12:41:18+00:00

ginocchioRigidità articolare
Mancanza di estensione completa (nel 2/5% dei casi)
Non permette una deambulazione corretta, in quanto il ginocchio non può arrivare ai gradi funzionali nella fase di appoggio; solitamente il trattamento consiste in una FKT più intensa con esercizi specifici e solo qualora il risultato non fosse soddisfacente può essere presa in considerazione un’artroscopia di “pulizia” (artrolisi). La mancata estensione provoca solitamente dolore anteriore al ginocchio e un sovraccarico cartilagineo con conseguente degenerazione precoce.
Mancanza di flessione completa
Solitamente non crea disturbi se il deficit è limitato agli ultimi gradi articolari, in quanto poco funzionali, non limita le prestazioni e migliora nel tempo; un trattamento chirurgico di artrolisi è necessario in rarissimi casi solo per deficit importanti.

Ciclope (cyclops syndrome)
La sindrome del ciclope (Cyclops syndrome) rappresenta una complicanza post – operatoria di ricostruzione del Legamento Crociato Anteriore (LCA), ha eziologia incerta. Può verificarsi, anche se raramente, nelle fasi post-lesione di LCA. La sindrome è caratterizzata dall’impossibilità di estendere completamente il ginocchio per un impigement, dato da una massa di tessuto fibroso all’interno della gola intercondiloidea. Questo nodulo fibroso peduncolato è aderente al legamento crociato anteriore; può proliferare e aumentare la sua massa, riducendo progressivamente il range articolare ed in alcuni casi essere causa di importante sintomatologia dolorosa. È un ulteriore intervento chirurgico di rimozione del nodulo il trattamento da effettuare. In artroscopia il nodulo appare al chirurgo come “un occhio di ciclope”. La rimozione permette l’immediato recupero dell’estensione articolare e la risoluzione della sintomatologia dolorosa ove presente.

Dolore anteriore
Presente principalmente nei casi di ricostruzione con tendine rotuleo (5% dei casi)e legato a una situazione di relativo sovraccarico dell’apparato estensorio. E’ spesso transitorio e migliora con il trattamento di FKT con esercizi di correzione della deambulazione ed esercizi per l’allenamento tendineo. Eventualmente in caso di necessità si può affrontare con un trattamento locale avvalendosi di terapie fisiche (Ultrasuoni, TECARterapia, Laserterapia…).

Infezione (< 1% dei casi)
Solitamente i sintomi si evidenziano nei primi giorni dopo l’intervento (febbre elevata, dolore pulsante, ginocchio gonfio e caldo). In questi casi è necessario contattare il chirurgo al più presto per valutare un’eventuale terapia antibiotica. In alcuni casi può essere necessaria un’artroscopia con lavaggio articolare nelle prime settimane. Rari i casi in cui è necessaria la rimozione delle viti. L’infezione comunque molto spesso si risolve senza peggiorare il risultato finale.

Problematiche flebo-trombo-emboliche
Sono problematiche che possono verificarsi dopo un intervento agli arti inferiori: proprio per limitare il rischio viene eseguita una profilassi antitrombotica per ridurre la possibilità di coagulazione. La terapia farmacologia è a base di eparina a basso peso molecolare, che viene somministrata con una iniezione sottocutanea sull’addome.

Ematomi
Il ginocchio normalmente rimane gonfio per qualche giorno e frequentemente può formarsi un ematoma e un’ecchimosi, a volte estesa, sulla gamba e sul ginocchio; tendono a scomparire spontaneamente. Utile l’uso del ghiaccio per contenere il gonfiore; per l’ecchimosi sulla gamba, invece, possono usare gli impacchi caldi/umidi. Nei casi di gonfiore eccessivo e permanente si può associare una terapia con drenaggio linfatico manuale o dei bendaggi di kinesiotape o tape neuromuscolare con tecnica drenante.

Insuccessi
Si considera un insuccesso principalmente quando residua una importante lassità (4% dei casi). Può avvenire per un nuovo trauma, per una FKT non adeguata o non eseguita correttamente, per una gestione della quotidianità da parte del paziente non corretta, per cause biologiche…; si può intervenire con una nuova ricostruzione chirurgica.

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