Diagnosi

Diagnosi2018-10-29T12:19:30+00:00

ginocchioLa diagnosi della lesione del Legamento Crociato Anteriore, eseguita esclusivamente dallo specialista, si basa su:

  • Anamnesi e valutazione generale

Comprende le informazioni fornite dal paziente sul meccanismo del trauma, problematiche già presenti su quel ginocchio o altre patologie associate, eventuali fattori predisponenti, stato di salute generale, …

  • Test di valutazione specifici

Molto indicativi e specifici per determinare lo stato di lassità dell’articolazione. In fase acuta, nell’immediato post-traumatico e talvolta nei primi giorni, la presenza dell’emartro (sangue all’interno dell’articolazione) e del dolore (con relativa contrattura antalgica di difesa della muscolatura) rendono difficile la corretta interpretazione delle manovre valutative.

Questi test hanno la funzione di evidenziare l’insufficienza del Legamento Crociato Anteriore:

  • Test del cassetto anteriore
  • Lachman test
  • Jerk test di Hughton
  • Pivot shift di MacIntosh
  • Esami strumentali (esame radiografico e RMN)

ginocchio_radiologiaL’esame radiografico (RX) è indispensabile immediatamente dopo il trauma per accertare la presenza di eventuali fratture dovute all’impatto osseo nel momento del trauma; può essere utile inoltre per evidenziare eventuali fratture/avulsioni della spina intercondiloidea o la cosiddetta frattura o segno di Segond, che è patognomonica di una lesione del Legamento Crociato Anteriore. Per valutare le lesioni legamentose, meniscali e/o cartilaginee la Risonanza Magnetica Nucleare è sicuramente l’esame di scelta.

Mentre l’esame radiografico può essere eseguito in acuto (nelle primissime ore post-trauma) la risonanza magnetica (RMN) viene normalmente prescritta dallo specialista almeno dopo 2/3 settimane dal trauma per valutare le lesioni legamentose, meniscali e cartilaginee: in questo modo il versamento articolare si sarà almeno parzialmente riassorbito (specie se è stato intrapreso un trattamento riabilitativo precoce) rendendo quindi l’immagine migliore e meno disturbata da artefatti, che ne potrebbero condizionare negativamente la lettura.

Nonostante la loro maggiore precisione e affidabilità, questi esami, non devono far passare in secondo piano e quindi sostituire l’esame clinico e funzionale, sia per la possibilità di falsi positivi o negativi, sia perché l’esame strumentale non dà alcuna informazione sull’eventuale stabilità/instabilità articolare e sulla funzionalità del ginocchio.
L’esame clinico, invece, deve essere condotto quanto prima dopo il trauma al fine di impostare tempestivamente un trattamento fisiochinesiterapico per la rieducazione dell’arto.

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