Trattamento riabilitativo

Trattamento riabilitativo2018-10-29T08:39:24+00:00

cervicale

Nel nostro centro ci occupiamo di tutte le fasi del trattamento e, a seconda delle esigenze del caso clinico, viene impostato un programma di lavoro personalizzato.

Abbiamo già detto in precedenza che le cause più frequenti di dolore cervicale sono legate a cause quali una postura non corretta mantenuta per lunghi periodi e movimenti scorretti ripetuti nel tempo. Andiamo ora ad analizzare questi due elementi.

Postura

Come precedentemente accennato, la postura determina le forze statiche. La postura è una sinergia di lavoro attivo e passivo la quale fa si che le forze vengano equamente distribuite su tutti i vari segmenti articolari; normalmente il collo dovrebbe presentare una curvatura omogenea denominata Lordosi Cervicale, in tale situazione ogni segmento articolare e ogni disco è sottoposto ad una forza di pressione che viene più o meno ugualmente ripartita, a livello muscolare il lavoro di controllo è a bassa intensità come anche a livello capsulo-legamentoso.

Qualsiasi tipo di alterazione posturale modifica in uno o più punti tale equilibrio.

trattamento_riabilitativo_cervicale

Le alterazioni più comuni sono:

  • l’anteposizione del capo;
  • protrusione del mento;
  • protrusione del mento e anteposizione del capo;
  • rettificazione della normale curvatura cervicale (comunemente possibile conseguenza del colpo di frusta, ma può essere presente anche come modificazione posturale in assenza di trauma);

Movimento

I movimenti del rachide cervicale vengono dati dalla somma risultante di ogni singolo segmento; in tal modo la forza di compressione muscolare e derivante del movimento stesso viene divisa più o meno ugualmente su ogni articolazione.

Quando non ci sono i corretti equilibri di forza e lunghezza tra i vari gruppi muscolari, cioè tra i muscoli che controllano il movimento e quelli che lo fanno , si rischia di alterarne il corretto pattern e di utilizzare maggiormente un’articolazione rispetto ad un’altra: invece di muoversi tutte le parti, alcuni segmenti possono non produrre movimento o produrne di meno, di conseguenza le parti contigue si muovono di più per compiere il gesto che richiediamo.

Quest’alterazione di movimento non crea problemi in singoli gesti, eseguiti una sola volta, ma se vengono perpetuati nel tempo e diventa il modo di muoversi abituale, si creano dei sovraccarichi che stressano sempre delle stesse strutture (che possono essere a livello muscolare, articolare, legamentoso, discale, neurale, …).

Oltre ai movimenti del collo, il rachide cervicale è influenzato dai movimenti degli arti superiori (molti muscoli infatti uniscono funzionalmente queste due strutture): la valutazione degli schemi di movimento delle braccia, specie quelli maggiormente eseguiti durante la giornata per motivi lavorativi o sportivi, dovranno essere valutati: lo schema di movimento, la qualità e la quantità di contrazione muscolare, la capacità di controllo, la forza e la resistenza, saranno tutti parametri oggetto della valutazione e del trattamento riabilitativo.

Essendo la cervicalgia una sindrome molto comune, ma non una diagnosi e tanto meno una descrizione funzionale del problema, riassumeremo di seguito le proposte riabilitative divise in 3 fasi.

Prima fase

Obiettivi generali:

  • diminuzione del dolore
  • recupero del range di movimento
  • diminuzione dello stato infiammatorio e normalizzazione del microcircolo
  • diminuzione della contrattura muscolare
  • rieducazione posturale
  • igiene posturale specifica per il distretto e per la problematica del paziente

Il fisioterapista in questa fase si può avvalere di diverse tecniche

  • terapia manuale
  • pompages
  • drenaggio linfatico manuale
  • Terapie fisiche (TECARterapia, TENS, LASERterapia, Ultrasuoni, …)
  • Kinesiotaping o bendaggio neuromuscolare
  • esercizio terapeutico
  • rieducazione posturale globale
  • tecniche di mobilizzazione del sistema nervoso e neurodinamica
  • terapia fasciale e neuroconnettivale

Seconda fase

Obiettivi generali:

  • correzione delle posture alterate
  • integrazione posturale nelle situazioni più semplici delle attività di vita quotidiana (lavoro, hobby, sport)
  • correzione delle alterazioni di movimento
  • integrazione del movimento corretto nelle situazioni più semplici delle attività di vita quotidiana (lavoro, hobby, sport)

Non c’è una reale separazione temporale fra le prime due fasi, infatti possono far parte della medesima seduta di trattamento: è fondamentale che fisioterapista e paziente collaborino per capire prima possibile quali siano gli atteggiamenti errati posturali e/o di movimento, perché sono queste situazioni ripetute che vanno ad alimentare la sintomatologia dolorosa.

L’intervento riabilitativo non deve durare solamente il tempo che si sta con il fisioterapista: un grande impegno verrà richiesto al paziente che dovrà iniziare a correggere gli eventuali difetti posturali e/o di movimento riscontrati con il fisioterapista ed eventualmente adottare posture di scarico articolare o eseguire gli esercizi terapeutici assegnati.

Terza fase

Obiettivi generali:

  • allenamento ed automatizzazione del controllo motorio
  • integrazione posturale nelle situazioni più complesse della vita quotidiana (lavoro, hobby, sport)
  • inserimento dei pattern di movimento corretti nelle situazioni più complesse della vita quotidiana (lavoro, hobby, sport)
  • allenamento delle componenti di forza e resistenza muscolare

Una volta acquisite le correzioni precedentemente dette si cerca di potenziare le performance di tale distretto valutando la specificità lavorativa e/o sportiva. Non è comune pensare al collo come oggetto di un eventuale allenamento ma bisogna rendersi conto che come tutte le altre parti del corpo è un distretto a cui è richiesta una determinata prestazione che può essere più o meno intensa ma è presente in tutti momenti della giornata.

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