Trattamento chirurgico o conservativo-riabilitativo?

Trattamento chirurgico o conservativo-riabilitativo?2018-11-12T11:55:10+00:00

bacino_ancaDopo aver trattato nel dettaglio come viene effettuata la diagnosi di artrosi è importante evidenziare che la valutazione di uno specialista è fondamentale per evitare delle “trappole”.
“Non sempre 1+1 = 2”
Un paziente con dolore all’anca, che si presenta con una radiografia che evidenzia una degenerazione artrosica non sempre avrà bisogno dell’intervento chirurgico perché non sempre il suo dolore sarà causato dall’anatomia, ma piuttosto dalla biomeccanica, dello squilibrio muscolare. Come abbiamo già evidenziato un quadro artrosico specie se di grado lieve o moderato si può ritrovare in persone che non hanno mai sofferto di alcun problema all’anca: appare evidente che se il problema è funzionale e non prettamente anatomico, la scelta terapeutica deve essere adeguata. Il fisioterapista sulla base della valutazione riabilitativa e funzionale imposterà il trattamento più adeguato in base alla fase, al dolore e alla limitazione della funzionalità.

Sono ancora pochi i chirurghi che ricorrono all’artroscopia di anca e sono ancora limitate le indicazioni per cui questa tipologia di intervento risulta efficace: per questi motivi troppo spesso viene associato il binomio ARTROSI = PROTESI.
Non deve essere per forza sempre così!

Una valutazione completa e un trattamento riabilitativo riabilitativo adeguato possono portare ad un netto miglioramento della sintomatologia, fino alla completa scomparsa: va comunque puntualizzato che l’intervento del fisioterapista ha l’obiettivo non di guarire l’artrosi (non è possibile), bensì impostare il trattamento riabilitativo più adeguato per migliorare la funzionalità dell’arto ed insegnare al paziente tutte le possibilità per gestire la problematica nel tempo.

Gli obiettivi del trattamento possono essere divisi in:
Obiettivi a breve termine: sono rappresentati dal controllo del dolore, dal recupero del range articolare, dal ripristino della funzione

Obiettivi a medio e lungo termine: rappresentati dal rallentamento della progressione degenerativa articolare tramite l’ottimizzazione della biomeccanica del sistema osteo-mio-articolare. L’educazione del paziente al mantenimento di posizioni più ergonomiche e alla gestione

Nel nostro centro ci occupiamo di tutte le fasi del trattamento e, a seconda delle esigenze del caso clinico, viene impostato un programma di lavoro personalizzato.

Prima fase

Obiettivi generali:

  • diminuzione del dolore
  • recupero del range di movimento
  • diminuzione dello stato infiammatorio e normalizzazione del microcircolo
  • diminuzione della contrattura muscolare
  • rieducazione posturale
  • rieducazione del passo
  • igiene posturale specifica per il distretto e per la problematica del paziente

Il fisioterapista in questa fase si può avvalere di diverse tecniche:

  • terapia manuale
  • pompages
  • drenaggio linfatico manuale
  • Terapie fisiche (TECARterapia, TENS, LASERterapia, Ultrasuoni, …)
  • Kinesiotaping o bendaggio neuromuscolare
  • esercizio terapeutico
  • rieducazione posturale globale
  • tecniche di mobilizzazione del sistema nervoso e neurodinamica
  • terapia fasciale e neuroconnettivale

Seconda fase

Obiettivi generali:

  • correzione delle posture alterate
  • integrazione posturale nelle situazioni più semplici delle attività di vita quotidiana (lavoro, hobby, sport)
  • correzione delle alterazioni di movimento
  • integrazione del movimento corretto nelle situazioni più semplici delle attività di vita quotidiana (lavoro, hobby, sport)

Non c’è una reale separazione temporale fra le prime due fasi, infatti possono far parte della medesima seduta di trattamento: è fondamentale che fisioterapista e paziente collaborino per capire prima possibile quali siano gli atteggiamenti errati posturali e/o di movimento, perché sono queste situazioni ripetute che vanno ad alimentare la sintomatologia dolorosa.
L’intervento riabilitativo non deve durare solamente il tempo che si sta con il fisioterapista: un grande impegno verrà richiesto al paziente che dovrà iniziare a correggere gli eventuali difetti posturali e/o di movimento riscontrati con il fisioterapista ed eventualmente adottare posture di scarico articolare o eseguire gli esercizi terapeutici assegnati.

Terza fase

Obiettivi generali:

  • allenamento ed automatizzazione del controllo motorio
  • integrazione posturale nelle situazioni più complesse della vita quotidiana (lavoro, hobby, sport)
  • inserimento dei pattern di movimento corretti nelle situazioni più complesse della vita quotidiana (lavoro, hobby, sport)
  • allenamento delle componenti di forza e resistenza muscolare

Una volta acquisite le correzioni precedentemente dette si cerca di potenziare le performance di tale distretto valutando la specificità lavorativa e/o sportiva.

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